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Intervista. I Sikitikis e il nuovo disco “Abbiamo Perso”

Intervista a Gianmarco Diana dei Sikitikis sul loro ultimo album "Abbiamo perso", disco raffinato, nuovo, disilluso. Da ascoltare e riascoltare.

Sikitikis abbiamo perso

Ieri mattina ho chiacchierato di “Abbiamo Perso”, ultimo disco dei Sikitikis, con il loro bassista, Gianmarco Diana. Mentre ascolto tendo sempre ad annotare le prime impressioni, ho fatto così anche stavolta…

Gianmarco le prime cose che mi sono appuntata mentre ascoltavo Abbiamo Perso sono “Groove” e “impossibile stare fermi”. Mi è parso di notare che forse in questo, più che nei dischi precedenti, sia presente un richiamo alla musica black degli anni 70’..

Sicuramente il concetto di “groove” è stato al centro del lavoro, la cosa è decisamente voluta, da parte mia moltissimo. I nostri precedenti quattro album sono stati realizzati con lo stesso metodo: ognuno registrava la sua parte che poi veniva assemblata, per così dire, in un’unica composizione dal nostro produttore. Alla base di “Abbiamo Perso” invece c’è stata una scrittura più rozza, ispirata alla musica black inglese e americana, poi rimbalzata anche in Italia. Abbiamo utilizzato la chitarra e alcuni ospiti strumentisti, che solitamente non abbiamo, come i fiati e le percussioni, fino a Dj Alex P. Inoltre rispetto al precedente, questo disco è stato registrato prevalentemente in presa diretta con pochissime sovra incisioni; un discorso di questo tipo porta il suono molto più verso gli anni 70’.

Si percepisce la dimensione di gruppo e di certo la registrazione in presa diretta garantisce quel calore che altrimenti è più complicato avere… Parliamo del titolo, Abbiamo Perso suona un’affermazione molto forte, resa però ironica dalla copertina che ne alleggerisce il significato..

Io non sono mai entrato tanto nel discorso della scrittura dei testi che in prevalenza sono scritti da Alessandro e così è – con qualche eccezione – anche a sto’ giro. Questa canzone secondo me gli è riuscita molto bene perché è un pezzo che esprime un’urgenza di comunicazione generazionale che guarda alla nostra città, Cagliari, e al nostro Paese. Anche il brano che ho scritto io, ”La differenza”, pone l’accento sul fatto che tutto cambia attorno a te ma tu, sostanzialmente, rimani uguale. C’è inoltre un significato più leggero che abbiamo spiegato nel comunicato stampa, in cui diciamo di “aver perso anche la rigidità e le sovrastrutture che avevamo”. Abbiamo ripreso la dimensione di gruppo; nell’ultimo periodo ognuno si stava dedicando ad altri progetti paralleli poi però, questo disco è venuto fuori prepotentemente con un certo tipo di scrittura e un modo di fare che avevamo perso.

Abbiamo rigenerato tutto l’amore che avevamo per il nostro progetto e che rischiava di perdersi. Abbiamo ritrovato l’entusiasmo del lavoro e della vita insieme che era scomparso chissà sotto quale stupida ambizione o distruttivo egoismo. Abbiamo riscoperto il gusto per il futuro, che rischiava di venire offuscato dall’avanzare degli anni e dell’età. Ma soprattutto: Abbiamo Perso.

Abbiamo perso paure, ossessioni, sovrastrutture. *

sikitikis abbiamo perso

Parliamo di chitarra.. che ruolo ha nei Sikitikis?

Fino ad ora non ha avuto un ruolo, nel senso che non l’abbiamo mai utilizzata. Quando ci siamo formati stavamo cercando un chitarrista, che non è mai arrivato. Allora abbiamo deciso di fare di necessità virtù e abbiamo giocato sul ruolo del basso distorto e un po’ invasivo e l’apporto armonico delle tastiere e l’abbiamo eliminata quasi completamente sia in studio sia dal vivo.

Ma in questo disco è abbastanza presente..

Esatto, arrivati a questo disco durante la scrittura, è emerso che non si poteva fare a meno delle chitarre, questo gusto black e funk non sarebbe stato lo stesso senza e abbiamo deciso di cercarne una. Abbiamo così chiesto a Flavio Secchi di unirsi a noi per la registrazione; l’idea iniziale era di fare assieme due brani e invece ha suonato in tutto l’album, conquistandoci definitivamente in corso d’opera. Adesso sarà con noi anche nel tour; abbiamo arrangiato anche alcuni vecchi pezzi per la chitarra, insomma a questo giro saremo in 5 sul palco!

Che progetti avete ora per la promozione?

Il disco è funzionale al live, una sorta di biglietto da visita. Quest’estate saremo in giro per la Sardegna. Siamo in attesa del cd fisico, al momento “Abbiamo Perso” è disponibile solo in digitale. Forse in autunno ci sarà un nuovo giro di vite legato a una sorpresina, ma per ora non sveliamo troppo…

C’è qualcosa che non ti ho chiesto ma che vorresti precisare?

Si, per la prima volta il disco è stato registrato a Cagliari al Solid studio di Andrea Piraz, con la collaborazione del nostro fonico storico Dario Colombo. Il disco è stato fatto valorizzando strutture locali e senza produttore esterno, siamo stati noi i nostri stessi produttori. Io ho seguito molto le sezioni ritmiche e i fiati con Francesco Bachis, Maurizio Floris, Giorgio Del Rio, tutti amici e musicisti eccezionali, mentre Diablo si è concentrato su voce e tastiere, poi è andato a Torino per il mix finale. Trovo che quest’album rappresenti una perfetta chiusura del cerchio con il nostro primo album “Fuga dal deserto del Tiki”.

Abbiamo Perso è un disco interessante, contemporaneo e ascoltandolo si percepisce quell’urgenza di comunicazione di cui mi ha parlato Gianmarco. Abbiamo perso è un disco di crescita, di quelli in cui un po’ si tirano le somme ma senza piangersi addosso. La sensazione che ho dopo averlo ascoltato un po’ di volte è che sia come l’inizio di una corsa in cui ci si lascia alle spalle delle cose mentre si va in velocità incontro ad altre. Abbiamo perso è un disco inclusivo in cui ognuno può vederci un ritaglio di sé, descrive scene di vita e una disillusione ben calibrata dal ritmo potente, anche nei lenti, che spezza il cerchio e lascia via libera a nuove possibilità.

Le prime date del tour:

  • 04 agosto – Suni (Or) @Suoni d’estate
  • 09 agosto – Alghero (Ss) @Festival del Barri Vell
  • 11 agosto – Sanluri (Vs) @Piazza
  • 20 agosto – Cagliari @Alma Beach
  • 22 agosto – Scano Montiferro (Or) @Rockas Festival

* Leggi il comunicato integrale

7 Comments on Intervista. I Sikitikis e il nuovo disco “Abbiamo Perso”

  1. Concordo per il suono. Molto più caldo rispetto ai precedenti dischi. Forse è il miglior lavoro di questa band. Anzi lo è senz’altro..

  2. Preferivo Tsunami e i dischi vecchi ma magari devo ancora abituarmi. è molto diverso.

  3. Visti a Cagliari molto interessanti. Mai seguiti ma forse è il tempo di cominciare.

  4. Carlotta F. // July 30, 2015 at 11:18 am // Reply

    Devo riascoltarlo però è vero che sembra uno scatto di maturità. Alla fine la gente cambia e ci stà tutto.

  5. James Fara // July 31, 2015 at 1:20 pm // Reply

    Complimenti per questa intervista è molto scorrevole. Interessante anche il disco che ho beccato su spotify. Nonostante sia di origini sarde e venga spesso giù non ho mai sentito questo gruppo e mi piacciono! Approfondirò senz’altro. Se riesco andrò al loro concerto il 22 agosto 🙂

  6. Mi piace questa intervista è più diretta delle solite pallose in giro. Il disco non è male. Molto disilluso. Not bad.

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