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Intervista, i Nasodoble e le architetture sonore di SeMiCerchi

L'altro giorno ho intervistato i Nasodoble, band sassarese recentemente uscita con il disco SeMiCerchi. Disponibile online l'ultimo video "una cosa a fragole".

Nasodoble Eventa Martina Saiu intervista

L’altro ieri ho avuto il piacere di conoscere i Nasodoble, un gruppo davvero interessante. Nati a Sassari nel 2004 sono usciti recentemente con SeMiCerchi il loro terzo album, un calderone sonoro di tutto rispetto in cui musica e parole sono una sorpresa continua…

Come sono nati i Nasodoble?

Alessandro: I Nasodoble nascono nel 2004 a Sassari cercando di realizzare un progetto che in parte voleva essere espressione della nostra parte folle e un po’ poetica. Le canzoni in veste autorale vengono poi arrangiate da tutto il resto della band con contributi provenienti dalle varie formazioni musicali di tutti che sono davvero molto varie. Si va dalla musica Irish al Prog degli anni 70’ al Jazz, Classica, Rock, Rap ecc.. insomma I Nasodoble non hanno un genere vero e proprio ma cercano di “vestire” ogni canzone con il miglior abito possibile.

Perché questo nome?

Alessandro: Nasodoble è un gioco di parole di un problema esistenziale e cioè, il nostro naso è l’unica cosa che vediamo sfocata del nostro corpo, l’unica che vediamo doppia esattamente come succede alla nostra ombra. Il nostro doppio che ci sparisce sotto i piedi a mezzogiorno è parte della nostra identità o no?

Avete tre dischi all’attivo..

Alessandro: Nel 2005 siamo usciti con il primo disco, Bestiario, un lavoro acustico che vuole essere una specie di catalogo medievale di bestialità varie e astratte relative alla società. Perigolosi, uscito nel 2010 è invece il secondo disco, uscito anche in vinile, abbiamo lavorato sul suono come Band e ora è uscito SeMiCerchi, siamo molto soddisfatti perché lo riteniamo il nostro lavoro migliore e rispecchia maggiormente la nostra idea di leggerezza mischiata ai contenuti.

Simone: In tutto questo abbiamo fatto anche altre esperienze tra cui un progetto dedicato a John Cage, il Music Circus, in compagnia di Patrizio Fariselli, tastierista degli Area International POPular Group e tante altre cose sia singolarmente sia come gruppo. Tra queste la Clacson Orchestra del 2009, una performance collettiva. (trovate il video qui sotto)

Parliamo di SeMICerchi, questo “disco discolo” come lo definite voi..

Alessandro: è vero che è un disco discolo perché è incentrato sul tema del coraggio di esistere ed è anche per questo che l’abbiamo chiamato SeMicerchi, perché se mi cerchi mi trovi! Scherzo, naturalmente. Purtroppo in questo momento storico il coraggio di esistere è una cosa che manca nella popolazione, ci stiamo lentamente convincendo che ubbidire sia sempre una cosa giusta e invece non è così. Al suo interno ci sono inoltre canzoni d’amore e una ricerca della geometria dell’esistenza, per questo il semi cerchio. Il cerchio puro e definito non ci basta, il cerchio perfetto è il semi cerchio perché è inclusivo e aperto.

Cazz boh..

Alessandro: Cazz boh è una canzone scomoda, delicata e rischiosa però declinare certi argomenti con l’ironia e il sarcasmo le da una veste di leggerezza che ti lascia riflettere e la fa cogliere meglio.

Simone: Cazz Boh è nata in versione acustica per mano di Alessandro e poi la abbiamo presa in carico come band per riarrangiarla coinvolgendo alcuni amici artisti sardi esponenti ognuno di un diverso ambito sonoro e sono Joe Perrino, Ilaria Porceddu, Beppe Dettori  e Francesco Piu. Una fusione interessante che è diventata un piccolo inno, un esperimento sul piano artistico che poi, anche dal punto di vista della risposta, è riuscito a unire persone diverse grazie alle tematiche e all’approccio al tema ironico.

Andrea: Il video è anche stato pubblicato su Repubblica ed è entrato nella classifica del Mei nelle prime 10 posizioni.

Alessandro: È stato trasmesso in 500 radio fuori dalla Sardegna il che ci ha fatto davvero molto piacere.

Cos’è l’identità?

Alessandro:È una cosa delicata, noi veniamo da un discorso internazionalista il semicerchio ne è l’esempio lampante. L’identità altro non è che una radice a cui bisogna dare acqua. Alcuni passaggi storici hanno contribuito alla sua perdita e se viene data per scontata o relegata a folklore, questo è un problema.

Nel disco mi ha colpita il vostro omaggio a Alfio Zarlisi Petri che mi ha ricordato gli Area, tanto nel sound quanto nel titolo (c.f.r. Hommage a Violette Nozieres)..

Simone: Il pezzo è un omaggio a Patrizio fariselli perché Alfio Zarlisi Petri è il suo anagramma. Patrizio è nostro amico da qualche anno e in passato l’abbiamo coinvolto in un videoclip e alcuni eventi. Questo musicista è un autentico gigante della musica del 900 italiana ed europea, tant’è che alcune cose che hanno fatto gli Area sono avanti ancora adesso, figurati 40 anni fa. Il pezzo è tratto da una danza popolare ucraina e anche questo è un omaggio perché gli Area rielaboravano danze popolari balcaniche, sono inoltre presenti autocitazioni dei nostri dischi, citazioni degli Area, della mela di Odessa ed è l’unico brano strumentale della nostra produzione, inoltre al suo interno ognuno di noi ha avuto  spazio per sbizzarrirsi.

Siete musicisti a tempo Pieno?

Alessandro: io faccio il pastore

Peppino: grafico, curo l’immagine del gruppo inoltre ho fatto l’accademia delle belle arti e mi occupo di decorazione pittorica.

Simone: Faccio cose, vedo gente, Vado in posti.

Andrea: io mi occupo di finanziamenti pubblici alle imprese. Poi oggi mancano 2 componenti, Zolo, contrabassista e bassista, l’unico che fa il musicista a tempo pieno e Carlo.

Ultima domanda, qual è l’ultimo disco che avete ascoltato?

Andrea: Steely Dan, 2 against nature, stamattina

Simone: Un gruppo fusion americano, gli Snarky Puppy

Peppino: Forse i Blush gruppo multietnico con sede in Francia

Alessandro: sono innamorato di Rappamuffin di Randagiu Sardu che ho consumato e poi ho sentito Luca Pirotti.

Vi segnalo le prossime dat della band:

12.07.2015 – Villanova Monteleone (SS)
30.07.2015 – Abbabula, Monte D’accoddi (SS)
28.08.2015 – Rockaxia, Mogoro (OR)
19.09.2015 – Santa Teresa (OT)

In attesa di vederli Live, ringrazio i Nasodoble per la disponibilità e la simpatia. Colgo l’occasione per ringraziare anche Alberto del collettivo Su Scannu per averci messo in contatto.

3 Comments on Intervista, i Nasodoble e le architetture sonore di SeMiCerchi

  1. Non conoscevo questa band ma sapere che hanno collaborato con Patrizio Fariselli è un’ottima cosa, una garanzia!
    Sto sentendo il disco su spotify e meritano.

  2. Sisco Flore // July 3, 2015 at 12:49 pm // Reply

    Sto ascoltando ma son troppo forti! Anche io come la persona che ha appena commentato non li conoscevo affatto, eppure son sardo, zona Oristano. Vabbè è sempre un piacere ascoltare buona musica!

  3. Sto ascoltando ora il disco e mi piacciono. Fateli girare!

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