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Franco Battiato: il Ritorno allo Sperimentale

Grande show di Franco Battiato nel doppio appuntamento ravvicinato di Verona e Roma, svoltosi rispettivamente il 10 e l’11 Novembre al Teatro Filarmonico e all’Olimpico.

Battiato è un artista a tutto tondo, senza bisogno di presentazioni. Con oltre trenta album in studio, è un personaggio poliedrico dal palato raffinato e l’attitudine alla sperimentazione di soluzioni sempre nuove.

Anche compositore e regista, il siciliano è un cantautore che dimostra ancora di essere una realtà in divenire. Eclettico, mai convenzionale, dagli anni ’70 a oggi mantiene l’aura di misticismo e di ricerca, che non cancella l’inconfondibilità del suo stile riuscendo allo stesso tempo a non incancrenirlo sotto il peso del tempo.

E’ proprio questo lo spirito del nuovo progetto di Battiato, il “Joe Patti’s Experimental Group”, che ripropone un ritorno alle origini della sua proposta musicale, basata su un mix di sperimentazione e sound smaccatamente elettronico.

La formazione salita sul palco nei due concerti ha visto l’artista siciliano accompagnato dal suo storico ingegnere del suono Pinaxa (Pino Pischetola), con cui ha costruito l’album, e Carlo Guaitoli. Gli artisti si sono spartiti la scena tra pianoforte, sinth e tastiere.

Anche la struttura del concerto è stata suddivisa in tre parti.

La prima, presentata in modo autoironico da Battiato come “la più sgradevole”, è stata la più florida sul piano sperimentale, con i nuovi brani elettronici che più esprimevano la tipicità e le tematiche del live.

La seconda parte è rimasta in linea con la prima, attraverso le canzoni più sperimentali estrapolati dalla lunga carriera del musicista: da brani come “L’ombra della Luce” a pezzi tratti dal suo capolavoro “Fisiognomica”.

L’ultimo tempo del concerto è quello dedicato alle rivisitazioni di alcuni dei suoi brani classici, capolavori che tra un bis e l’altro (otto in tutto) accontentano il palato di tutti gli spettatori presenti al Filarmonico prima, e all’Olimpico poi.

Il live si chiude con una versione più moderna di “Propriedad Prohibida”, del 1974.

Alla soglia dei settant’anni, Battiato conferma ancora una volta la sua capacità impareggiabile di scivolare tra i confini del tempo, mischiando origini e futuro.

Ancora una volta complimenti, maestro.

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