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Il Salone Internazionale del Libro di Torino

Si è conclusa in questo weekend la ventottesima edizione del Salone Internazionale del Libro, a Torino, come sempre svoltasi a metà maggio nel centro congressi Lingotto Fiere del capoluogo piemontese.

Nel corso degli anni ha cambiato volto, nome e dimensioni, ma l’evento fieristico dedicato alla letteratura rimane sempre un caposaldo nel panorama internazionale. Ad oggi è seconda solamente alla Buchmesse di Francoforte come numero di espositori, e a nessun altro come numero di spettatori, quest’anno intorno ai 350 mila.

L’edizione del 2015 ha ruotato attorno al tema principe Le Meraviglie d’Italia, comprendente al suo interno sia le bellezze paesaggistiche e territoriali della penisola, sia lo strapotere culturale, i patrimoni UNESCO, e le eccellenze dell’innovazione e dell’estetica Made in Italy.

L’ospite d’onore dell’evento in questa edizione è stata la Germania, mentre il Lazio la regione ospite d’onore; alla fiera del libro però tanti altri stati e la gran parte delle regioni italiane ha presidiato un proprio stand.

Il tutto è cominciato giovedì, con l’apertura in mano al presidente Mattarella. Poi una lunga serie di conferenze, discorsi, e dibattiti su svariati temi con ospiti d’eccezione. Gianni Oliva, Stefano Benni, Aldo Busi, Enrico Letta, Oscar Farinetti, sono solo alcuni della prima giornata.

E non sono state da meno le successive, con punte di diamante nel venerdì come Serge Latouche, ma anche Piero Angela, Dario Vergassola; e nel sabato, da Guccini a Galimberti, da Carofiglio al brillante filosofo-teologo Vito Mancuso.

Uno dei momenti più elevati del weekend all’insegna del libro è stato certamente il dialogo tra Ezio Mauro e l’immenso Zygmunt Bauman, uno dei più grandi filosofi del mondo moderno, autore di una folta schiera di libri che analizzano il mondo attraverso il concetto di liquidità, sempre di suo conio.

L’evento fieristico, concluso lunedì con un’altra carrellata di personaggi di spicco, è stata anche quest’anno foriera di scambi culturali, letterari ed editoriali. Il coinvolgimento di scuole e università ha permesso di dare visibilità a scrittori affermati e nuovi, ma anche a case editrici che hanno presentato una mole impressionante di lavori e opere.

Come ogni anno, il Salone del Libro è stato l’evento fiore all’occhiello dell’editoria italiana e internazionale in patria e nel mondo.

 

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