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Un’epopea durata 40 anni: apre il nuovo Esselunga di Firenze

C’è voluta un’eternità, ma alla fine il nuovo Esselunga ha aperto i battenti a Firenze. Il Superstore ha visto finalmente la luce il 4 Novembre in Via Senese, nel Galluzzo.

Tempi biblici per un’operazione nata nel 1970, apparentemente senza vie d’uscita, e che certo non ha contribuito a stemperare i malumori dell’illuminato Bernardo Caprotti. Anzi, vera e propria benzina sul fuoco per gli sfoghi del Patron di Esselunga, che a prescindere da chi abbia o meno ragione, sono di certo uno specchio che riflette i malesseri dell’imprenditoria italiana.

E se i tempi di sviluppo dei superstore di così grandi dimensioni sono già di per sé sintomatici di un sistema amministrativo e burocratico davvero poco snello, che imbriglia le imprese con vincoli e laccetti a tutto favore dei competitor stranieri, è indubbio che quarant’anni siano tempistiche ben oltre la media.

E fa strano che la macchina impantanata sia proprio quella di Esselunga, che numeri alla mano si rivela di gran lunga il miglior retailer nella GDO (grande distribuzione organizzata) secondo i tradizionali parametri di redditività di settore. Nonostante la leadership indiscussa di Coop in termini di dimensioni, il rapporto fatturato-spazio espositivo (16mila euro al metro quadro) di Esselunga è infatti più del doppio di quello dei concorrenti italiani. Numeri che la consacrano non solo come la migliore impresa del settore in Italia, ma anche in Europa.

 

Sebbene alcuni talvolta sorridano di fronte alle dichiarazioni contro le “forze rosse” di un novantenne Caprotti, alla luce di questi numeri viene davvero da chiedersi dove potrebbe essere oggi la multiregionale milanese in un contesto ambientale più fertile e flessibile.

 

“Per realizzare un punto vendita occorrono mediamente da otto a quattordici anni. Ma per Legnano ventiquattro; mentre a Firenze forse apriremo l’anno prossimo un Esselunga di là d’Arno, una iniziativa partita nel 1970! Così, ultimamente, abbiamo cancellato ogni nuovo progetto. Ecco, caro direttore, la pallida risposta di un’azienda che di problemi ne ha troppi, che si avventura ogni giorno in una giungla di norme, regole, controlli, ingiunzioni, termini, divieti che cambiano continuamente col cambiare delle leggi, dei funzionari, dei potenti. Uno slalom gigante con le porte che vengono spostate mentre scendi. Un’azienda affondata nelle sabbie mobili italiane.” diceva appena un anno fa Caprotti.

 

Non resta che augurare ogni bene al nuovo figlio di Esselunga a Galluzzo, nella speranza di ripercussioni positive in termini di occupazione e posizionamento strategico nel suo territorio.

 

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