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Lucca Comics & Games da record

Era il 1993 quando nasceva la fiera Lucca Comics (ora Lucca Comics & Games), la fiera dedicata al fumetto, ma anche al fantasy, all’animazione e al gioco.

A distanza di oltre vent’anni si chiude l’edizione 2014, che appena l’anno scorso aveva registrato il suo record storico di afflussi con più di 200mila visitatori ai botteghini. Ma il record è presto superato: nei quattro giorni dell’evento di quest’anno, i paganti sono 240mila, per una presenza complessiva stimata sopra le 400mila anime.

Un successo straordinario che riconferma Lucca la capitale italiana ed europea del settore.

Gli altri numeri sono un’ulteriore conferma: oltre 700 stand divisi nei principali padiglioni, e circa 500 piccoli eventi con ospiti di forte richiamo. Numeri che da un lato sono l’evidenza di un successo che ancora tende ad aumentare anno dopo anno, ma che raccontano anche le difficoltà di una piccola città ad arginare una tale portata torrenziale di persone.

Nella giornata di sabato si è toccata una punta storica di 100.000 ospiti paganti, che hanno generato file interminabili e situazioni di smaltimento critiche per tutti i vari trasporti. Viabilità congestionata e ressa sono stati degli stress test che hanno messo in luce la totale inadeguatezza dei trasporti ferroviari italiani, in tilt.

Buona invece l’organizzazione cittadina, che a fronte del previsto boom di folla ha allargato le zone del centro su cui spalmare i padiglioni. Tutte le principali piazze sono state presidiate da stand e attività, tra capannoni ricchi di gadget, vestiti, merchandise derivanti dagli universi più eterogenei; le chiese adibite ad arene di combattimenti e rappresentazioni teatrali, palazzi storici a mostre e showroom di disegnatori. Le bellissime mura della Cittadella che racchiudono il centro storico sono come sempre la passeggiata privilegiata dei visitatori, tra sfilate di cosplay a tema e stand tra il medioevale e il fantascientifico.

Il successo del Lucca Comics & Games non è la settorialità, né è uno spettacolo per appassionati di nicchia. Il successo del Lucca Comics è il trionfo dell’ironia, dell’esagerazione, di quel centimetro di pelle scoperta che non ci si può permettere nella vita di tutti i giorni.

È la festa degli appassionati hardcore che preparano per mesi i loro vestiti da cosplay (che vanno ben oltre i semplici vestiti di carnevale, spesso sono lavori di vero e proprio artigianato del fumetto), ma è anche la festa del Giappone e di tutti i suoi eccessi, del cinema cult, e dei signori di mezza età che scelgono per un weekend di andare a farsi una passeggiata vestiti da Flinstones.

È la festa della natica alla luce del sole e dell’uomo barbuto vestito da Sailor Moon; l’occasione irripetibile dove chiedere a qualcuno una foto insieme non significa imbarazzo, ma ricevere un “grazie” per l’apprezzamento.

Poco importa se per la calca visitare tutto in un solo weekend è impossibile, e se le code per lasciare la città sono un esodo da disastro post-apocalittico; tra un Batman che suona il basso e ragazzi vestiti da mattoncini di Tetris, l’occasione per stringere conoscenze e amicizie è sempre dietro l’angolo.

Poi che per arrivare a quell’angolo si debba lottare nella ressa dietro un migliaio di persone, quello è un tema su cui riflettere prima del Lucca Comics & Games 2015.

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