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La Sartiglia di Oristano, tra festa e rito

Il Carnevale sardo è una festa molto sentita nell’isola, e le sue tradizioni si scostano nettamente rispetto a quelle carnevalesche del resto d’Italia.
Tra queste tradizioni spicca Sa Sartiglia, uno dei momenti più importanti, specialmente per Oristano che la ospita da secoli tra la domenica e il martedì grasso di Carnevale. Le sue origini risalgono probabilmente al XIII secolo, e vanno ben oltre la festa e i divertimenti.

La Sartiglia è difatti un evento che coinvolge riti antichissimi e con profonde radici propiziatorie radicate nella terra e nel raccolto.
La giornata della domenica è quella del gremio dei contadini, mentre il martedì si svolge l’evento per il gremio dei falegnami. I gremi un tempo erano di più: erano retaggio delle antiche corporazioni medioevali delle arti e dei mestieri. Come ogni anno, ciascun gremio deve assicurare il corretto svolgimento della celebrazione a prescindere dalle condizioni climatiche o sociali.
Il rito della Sartiglia è composto da vari momenti nel corso della giornata, ognuno dei quali ricalca una funzione rituale ben definita. Il tutto inizia con la vestizione del capo corsa, eletto dai gremi ogni anno, che viene chiamato Su Componidori. È un’onorificenza molto sentita, che come da tradizione trasforma per una giornata il cavaliere in un semi dio portatore di prosperità. Il momento della vestizione è intimo e profondo, e quando termina con l’apposizione della maschera, i lineamenti del cavaliere rimarranno celati fino a sera. E soprattutto, Su Componidori non potrà mai scendere dal cavallo e toccare terra, e persino vestizione e svestizione si svolgono su un apposito tavolo rituale: il semi dio deve mantenere la sua purezza e non può avere contatti con la Terra che deve rendere fertile.

Il cuore dell’evento è però la corsa della Sartiglia vera e propria, intorno all’ora di pranzo. I cavalieri devono correre a cavallo nel centro di Oristano e cercare di infilzare la stella d’argento con la spada. Apre le danze Su Componidori, poi su Secundu, e dietro tutti gli altri. Più stelle saranno infilzate nel corso della giornata, più la tradizione auspica fortuna all’abbondanza del raccolto nell’anno che verrà.

A chiudere le danze è Su Componidori, che ritenterà la fortuna con su stoccu, un’asta di legno più grossa della spada, a cui si associano grandi poteri propiziatori.
Al termine della Sartiglia si svolgono le Pariglie, le spettacolari acrobazie di gruppo a cavallo che traggono origine dalla dominazione spagnola. Infine la svestizione, in cui Su Componidori può riporre le vesti rituali e tornare alla sua identità, riaccolta con un banchetto e festeggiamenti che dureranno tutta la notte.
Ogni anno l’evento oristanese attrae un gran numero di persone provenienti da tutta la Sardegna, e non solo, che riempiono la città e assistono alla festa tra grandi arrostite e bevute di vernaccia.

Il gremio dei contadini svoltosi ieri è stato come sempre un puntuale successo, nonostante la pioggia che ha bagnato la festa per gran parte del giorno. Le stelle prese sono state 19, numero non esagerato ma comunque di buon auspicio. L’onore di indossare le vesti e la maschera di Su Componidori è toccata a Corrado Massidda, che ha mancato la stella in apertura con la spada, ma ha esaltato la folla con uno splendido centro in chiusura, infilzando la diciannovesima stella con su stoccu e strappando entusiasmo e applausi.

L’unica nota dolente sono state le Pariglie, un po’ sottotono a causa della pioggia che ha reso pericolosa l’esibizione limitando le acrobazie più difficili. Da segnalare un brutto incidente per un cavallo, che si spera i veterinari riusciranno a salvare.

Martedì tocca al gremio dei falegnami per chiudere l’evento che anima il cuore di Oristano.

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2 Comments on La Sartiglia di Oristano, tra festa e rito

  1. Mai stato ad Oristano.

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