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Cagliari, Zemanlandia è già uno show: in diecimila a salutare la squadra

L’unione tra il Cagliari Calcio e il sogno di una Cagliari capitale della cultura doveva essere un successo. Non poteva non esserlo. E così è stato.

In diecimila anime hanno calcato l’Arena grandi Eventi di Cagliari e tifato i colori rossoblù come fosse la prima di campionato.

La sensazione è proprio quella: che Cagliari abbia già vinto la sua prima partita.

Dopo due anni passati dispersi come naufragi in un’Odissea divisa tra Trieste, Parma, la pantomima di Is Arenas prima, un Sant’Elia amputato poi, il nuovo Cagliari Calcio targato Giulini-Zeman lancia finalmente l’unico vero messaggio che la città si aspettava da ormai troppo tempo.

La squadra dei sardi torna alla sua Itaca.

L’evento ha avuto inizio intorno alle 21, presentato in un’atmosfera di festa dall’attore cagliaritano Jacopo Cullin e la bella giornalista ed ex modella Eleonora Boi. Tra gli altri ospiti, i giornalisti Telese e Porrà.

Il cuore della serata è stata ovviamente la presentazione dei giocatori, volti vecchi e nuovi. Tante le prime novità dell’era post-Cellino: ben 15 i neoarrivati nella rosa.

Sono saliti sul palco a uno a uno per essere presentati, dai veterani Cossu, Pisano, Dessena, agli ultimi arrivati Capuano e Farias, di cui ancora mancava l’ufficialità. Applausi anche per Pinilla, ormai destinato al Genoa.

Unica assenza il brasiliano Rangel, impegnato in Brasile.

Per ultimo il capitano Daniele Conti, sardo d’adozione e come sempre investito dall’affetto dei tifosi rossoblù. Vistosa la commozione della bandiera della formazione isolana, che con l’accento del papà Bruno esprime tutta la sua inabitudine a manifestazioni di quel genere.

Segnale forte che qualcosa potrebbe davvero essere cambiato – in meglio o in peggio sarà il tempo a dirlo – e che la nuova politica di comunicazione iniziata da Giulini potrebbe essere un ottimo raccordo tra la società e una delle più importanti tifoserie d’Italia.

Pare significativo in termini di marketing anche che il Cagliari sia la prima squadra d’Italia a beneficiare del quarto sponsor, appena introdotto dalla FIGC.

Nel prosieguo della serata qualche fischio per l’assessore Puggioni, qualche frase su Gigi Riva e su un suo possibile coinvolgimento nel progetto rossoblù, e infine l’inno del Cagliari dei Sikitikis.

Tutti in piedi, tanta partecipazione e la sensazione che Cagliari possa finalmente riabbracciare la squadra e recuperare un po’ della sua immagine calpestata e ridicolizzata da situazioni e burocrazie assurde.

Certo, l’Arena Grandi Eventi non è l’Anfiteatro Romano, lo stadio Sant’Elia è ancora uno stadio a metà, e Giulini ha fatto la sua apparizione sul palco solo dopo i Sikitikis, quando la folla aveva già in gran parte lasciato l’Arena.

Ma in fondo, per questa sera, va bene così.

 

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