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Promuovere un evento: le 5 regole fondamentali per un buon teasing

A chiunque nella vita è capitato almeno una volta di dover promuovere un qualche tipo di evento. La propria festa di laurea, il compleanno del figlio, il saggio di fine anno.

Uno dei primi problemi da affrontare è: come fare per proporre un invito che possa essere efficace e accattivante per tutti? Come fare per instillare curiosità, e arricchire la propria proposta con contenuti emozionali che coinvolgano tutti nella partecipazione?

I dilemmi sono gli stessi che si pone il marketing delle aziende per il lancio di un nuovo prodotto, come le televisioni per l’uscita di una nuova serie, o gli artisti per l’annuncio del loro nuovo tour.

Uno degli strumenti preliminari per affrontare l’esigenza di coinvolgere le persone, è la cosiddetta fase del teasing (o teaser).

Ma prima di tutto, cos’è il teaser?

E’ quella fase che preannuncia l’evento senza rivelarne i dettagli. Lancia un input, uno stimolo, fa fiutare l’evento ma senza farne assaggiare il sapore.

La sua funzione è quella di suscitare attenzione, attrarre il destinatario in modo che sia lui stesso a cercare più informazioni per cercare di capire qualcosa in più.

Il teaser per eccellenza è il trailer del film, o del videogioco, che fa drizzare le antenne del ricevente senza rivelare un solo dettaglio in più.

 

Per questo, abbiamo provato a elencare le 5 regole fondamentali per realizzare un teasing efficace.

1) Le tempistiche.

La fase del teasing non deve mai cominciare né troppo presto, né troppo tardi rispetto all’evento. Deve lasciare infatti il tempo al destinatario di maturare l’interesse, ma senza aspettare troppo. Altrimenti il rischio diventa quello di fargli allentare la tensione, e far cadere il messaggio nell’oblio delle migliaia di stimoli cui tutti sono sottoposti ogni giorno dai media.

Una buona tecnica può essere quella di rinfrescare l’attenzione periodicamente, con dettagli sempre nuovi, oppure con countdown che svelino di volta in volta un qualcosa in più sull’evento.

2) Forma e contenuto.

Affinché il teaser svolga il compito sperato, il suo contenuto dev’essere di valore. Non potendo specificare troppi dettagli, è importante che in pochi secondi, o in poche parole, il messaggio riesca a veicolare l’effetto sorpresa. Per far questo dev’essere in grado di toccare le corde giuste e valorizzare le poche informazioni che si è scelto di dare.

Inoltre, la forma è fondamentale più ancora del contenuto: una buona sequenza video o delle buone immagini spesso hanno più impatto emotivo di qualsiasi informazione.

Anche la struttura e la forma del testo possono essere fondamentali: il marketing nutre grande attenzione alla fonetica e alle scelte lessicali.

 

3) La coerenza.

Come insegnano i manuali di tecnica della comunicazione, ogni messaggio dev’essere finalizzato all’appianamento delle ambiguità. Uno dei più gravi errori che si possano fare a questo proposito è generare una serie di messaggi troppo slegati tra loro, o addirittura incoerenti, solo per paura di non avere abbastanza carne da mettere al fuoco.

È molto più consigliabile limitarsi a un singolo messaggio efficace sul piano comunicativo, che un calderone confuso e inintelligibile. La comprensione è il primo passo verso l’obiettivo.

 

4) Prosumerismo.

Il prosumerismo è uno dei neologismi del marketing, che unisce la figura del consumatore a quella del produttore. L’idea è che delegare al fruitore finale del messaggio una parte del lavoro comunicativo, crea più coinvolgimento a minori costi.

Si può quindi ideare un qualche contest, o lanciare un gioco in cui i destinatari possono divertirsi ad interagire tra di loro per arrivare a intuire informazioni in più sull’evento.

 

5) Il climax.

Se si sceglie una modalità di teasing frammentata, in cui si svelano i dettagli l’uno dopo l’altro, stimolando passo passo la curiosità del destinatario, è importante regolare l’intensità dei messaggi. La chiave è essere martellanti, ma non troppo.

In altre parole rivelare sempre un qualcosa in più della volta precedente, aumentando il carico emozionale delle informazioni del tanto giusto per tenere le persone sul pezzo senza mai cadere nella noia o nel dimenticatoio. L’annuncio finale dell’evento dovrà essere l’apice del climax, e un buon lavoro dietro le quinte porterà a un’ottima finalizzazione.

2 Comments on Promuovere un evento: le 5 regole fondamentali per un buon teasing

  1. Sara Pintus // March 13, 2015 at 10:45 am // Reply

    Articolo molto utile per schiarirsi le idee!

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