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Van Gogh Alive – The Experience in arrivo a Torino

Van Gogh Alive – The Experience

Van Gogh Alive – The Experience è una mostra che si potrà visitare nella Società Promotrice Belle Arti di Torino dal 26 marzo al 26 giugno e porterà gli spettatori in un inedito viaggio dentro le tele di Van Gogh.

Perché la gente ama Van Gogh?
Prima di iniziare a parlare di Van Gogh Alive – The Experience ho riflettuto un po’ su come introdurre il pittore, quindi mi sono chiesta: perché la gente ama così tanto Van Gogh? Perché ci si sente rappresentati dal moto centripeto del suo cielo stellato? Sembra un interrogativo banale ma l’artista olandese, con il suo vissuto travagliato, ha conquistato generazioni su generazioni proprio grazie all’indiscreta carica eccessiva delle sue opere.
Osservando i suoi quadri è palese che gli oggetti rappresentati siano un pretesto espressivo, un escamotage grafico per esorcizzare il suo delirio e collocarlo da qualche parte nel mondo. In quelle sedie come in quel cielo scapestrato o nei ritratti, ciò che realmente descrive è la sua anima incerta, fragile, eppure unica e potente. Ogni pennellata, come ogni accostamento cromatico, porta le stimmate indelebili e profonde della sua sofferenza o di un rarissimo momento di quiete. Ogni essere umano a un certo punto della vita deve misurarsi con la sua “friabilità”, per questo la gente ama Van Gogh e lo  comprende al primo sguardo: in fondo un po’ ci rappresenta tutti.

Van Gogh Alive – The Experience
Tra tutti modi di conoscere Van Gogh ne è stato escogitato uno nuovo e tecnologico per entrare nelle sue tele: sta arrivando a Torino la mostra Van Gogh Alive – The Experience. Un’idea curiosa, a tratti bizzarra ma di grande effetto che fa vivere i suoi quadri o i loro preziosi dettagli portando gli spettatori in una dimensione di scoperta nuova e molto toccante. Van Gogh Alive ha conquistato milioni di spettatori in tutto il mondo ma che cos’è?
È una mostra su Van Gogh. Senza tele.
Ecco di cosa parliamo.
Di una mostra su Van Gogh senza i suoi quadri.
Assurdo.
Anzi No.
Un ossimoro, un caldo freddo che acquista valore grazie alle oltre 3000 immagini in tecnologia video Sensory che trasformano pavimenti, soffitti e colonne del museo in creazioni in movimento, creando un incessante turbinio multisensoriale dentro cui lo spettatore si muove ammaliato in una danza onirica ed evocativa.

Uno spettacolo.

Un tributo unico e imperdibile.

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*Fonte Immagine: Artribune

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