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M.C. Escher dal Chiostro del Bramante al Palazzo Albergati

Dal 20 Settembre Roma ospita la mostra antologica di Escher, che continuerà ad arricchire lo splendido Chiostro del Bramante fino al 22 Febbraio.
L’esposizione, prodotta da DART Chiostro del Bramante e Artemisia Group, insieme alla Fondazione Escher e a finanziamenti e patrocinio di Roma Capitale, ha finora riscosso un gran successo di pubblico, italiano e straniero.

Non solo per quanto riguarda il numero di visitatori, ma anche in termini di fervore intellettuale e di risonanza mediatica che la mostra ha attirato a sé.
Maurits Cornelis Escher è difatti un artista che sta stretto nell’etichetta. L’olandese, nato a Leeuwarden nel 1898, è stato un incisore di legno, litografie, mezzetinte, e specialmente un grafico. Reso celebre dalle sue opere paradossali, è conosciuto ai più per la stranezza delle sue composizioni grafiche che tendono a mostrare coerenza a un primo sguardo superficiale, e che si palesano invece in un secondo momento come strutture impossibili e fantastiche.

L’esperienza visiva offerta dalle opere di Escher è straniante, fuorviante, e l’uso della geometria segue regole rigorose da una prospettiva differente: l’effetto è paradossale e rompe le barriere tra la percezione sensoriale e il mondo fisico.

Tra le opere più rappresentative in questo senso certamente si possono annoverare “Relativity” del 1953, o “Convesso e Concavo” del 1955, e le altre dello stesso filone che giocano con le scalinate, e gli inganni delle prospettive.

L’opera di Escher è stata fortemente ispirata dalla sua lunga permanenza in Italia. I paesaggi della Toscana e del Centro Italia ebbero un forte impatto emotivo su di lui; la prima parte della sua produzione artistica nacque proprio dalle strutture geometriche italiane, per poi divenire immagini strappate dal loro contesto e rese interiori.

Ogni periodo che Escher visse in un determinato luogo, fu assorbito in modo diverso nella sua produzione. Così avvenne anche in Spagna, dove le tassellature ornamentali moresche furono la base di un altro periodo artistico escheriano.

Mutavano così in lui le premesse compositive, i temi geometrici, ma mai i concetti visionari di fondo. Le scalinate, gli intrecci di figure e sfondo, giorno e notte, le Mani che Disegnano (se stesse) sono solo alcuni esempi della sua visione geometrica e onirica del mondo.
Ma l’aspetto fondamentale dell’arte escheriana, ben oltre al di là della curiosità e della confusione percettiva che induce nello spettatore medio, è la sua profondità concettuale.

Escher sta stretto nell’etichetta di artista perché la sua produzione è un’opera di pensiero, estremamente cara alla scienza, ai fisici, e ai matematici. I suoi studi geometrici sono correlati e rappresentativi dei grandi temi inerenti la filosofia e la matematica: nelle sue opere si ritrovano in modo brillante i concetti di ricorsività, circolarità e autoreferenzialità, così come il moto perpetuo; si ritrovano in lui le applicazioni geometriche del Nastro di Moebius.

Non è un caso che la produzione intellettuale di Escher costituisca anche uno dei tre pilastri del monumentale saggio del 1979 di Douglas Hofstader: Godel, Escher, Bach, Un’Eterna Ghirlanda Brillante.
Vincitore di un premio Pulitzer e opera di straordinaria importanza nello studio del cervello umano, dell’informatica e dell’intelligenza artificiale, spolpa la sterminata produzione del grafico olandese in un’analisi degli angoli più profondi della scienza che in essa vengono così ben rappresentati.

La mostra nel Chiostro del Bramante è un’occasione imperdibile per chi abbia la possibilità di visitarla.
Non è solo estetica, ma una passeggiata che si snoda tra arte, filosofia e matematica.


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4 Comments on M.C. Escher dal Chiostro del Bramante al Palazzo Albergati

  1. Prezioso articolo!

  2. Claudia S. // March 17, 2015 at 9:45 am // Reply

    Ho appena letto e commentato l’articolo sulla Galleria Borghese. Mi piace questo sito! Non vi dilungate in nozioni inutili ma andate dritti al sodo e poi Escher.. <3 <3

  3. Grazie Claudia, gentilissima!

    Ti segnaliamo anche che la mostra di Escher da una settimana è approdata pure a Bologna!

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