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La Grande Guerra. Arte, Luoghi, Propaganda

Sono passati ormai cent’anni.

Nessuno di noi era lì (o quasi), eppure i ricordi sono ancora vividi, come se avessimo vissuto quegli eventi in prima persona. Le cicatrici sono state così evidenti, le immagini così vivide, le pagine dei libri sanguinano ancora. E ci sembra ieri.

Molto è stato scritto e detto sulla Prima Guerra Mondiale, al punto che l’esigenza di ricordare sembra del tutto scontata, quasi banale, e non un qualcosa di cui trasmettere l’impellenza. Del resto tutti noi sappiamo che la guerra è orribile, sbagliata, stonata, e le sue immagini fanno parte della nostra formazione culturale quasi ci fossero state iniettate direttamente sottopelle.

Per questo il progetto espositivo “La Grande Guerra. Arte, luoghi, propaganda.”, prodotta da Intesa San Paolo sotto l’ala del Consiglio dei Ministri, non si limita in modo semplicistico a rinfrescare la memoria degli eventi bellici, e del disastro della guerra.

Il progetto, di più ampio respiro, punta a restituire colore alle sfumature secondarie della Grande Guerra, quelle del contesto culturale, delle influenze artistiche, e degli strumenti di comunicazione che hanno gettato le basi per gli eventi di un secolo fa.

Le città interessate dall’evento del centenario sono Milano, Vicenza e Napoli, presso le sedi museali di Banca Intesa, Le Gallerie. Ogni città affronterà un diverso tema per mettere in luce la Prima Guerra Mondiale da un’angolatura differente.

Milano racconta il periodo con particolare attenzione alle forme d’arte e alle correnti che hanno condizionato pensieri, culture, movimenti. Dall’Art Nouveau e il Liberty si va quindi fino al Divisionismo, e al Futurismo che così tanto ha contribuito a plasmare il sentimento collettivo della forza e della modernità.

Vicenza sarà l’occasione per ascoltare le voci degli artisti che la guerra l’hanno vissuta sulla loro pelle, al fronte. Il racconto sarà un susseguirsi di testimonianze e fotografie che racchiudono in sé la schizofrenia dei desideri e dei sogni mal ripagati dalla guerra.

Infine Napoli, che ne La Grande Guerra. Società, Propaganda, Consenso, ripercorre i passi con cui la comunicazione di massa di inizio ‘900 ha finito per costruire il pensiero di una generazione. In quest’esibizione è molto forte il sapore racchiuso nei manifesti, nella musica, nei linguaggi comunicativi usati dalla propaganda di regime per costruire il consenso del popolo, in un mix emozionale di grande impatto e attualità.

Le opere esposte saranno nel complesso oltre 500, provenienti da circa 60 diversi musei italiani, e raccontano tramite l’arte non tanto la storia di un conflitto bellico, quanto quello di una generazione la cui dimensione emozionale sarebbe sfociata poi nella più grande follia collettiva di tutti i tempi.

 

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2 Comments on La Grande Guerra. Arte, Luoghi, Propaganda

  1. Meno male ogni tanto vengono fatte manigfestazioni interessanti..

    • Martina Saiu // May 12, 2015 at 3:50 pm // Reply

      Sono quelle occasioni importanti per tutta la collettività che aiutano a non dimenticare grazie all’Arte!

1 Trackbacks & Pingbacks

  1. Tutti gli eventi del 25 Aprile

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