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Il Museo della Follia

Il 19 Maggio è stata inaugurato il Museo della Follia, una particolarissima mostra che racchiude al suo interno le antologie di artisti resi celebri dal loro rapporto travagliato con l’esistenza.

L’esposizione è curata da Vittorio Sgarbi in quanto ambasciatore di Expo Belle Arti 2015, critico d’arte tra i più conosciuti in Italia, e reso celebre da quella personalità rumorosa e sferzante che così ben si addice al tema del museo in questione. Il Museo della Follia, a Mantova, basa la propria offerta su due artisti principali, Antonio Ligabue e Pietro Ghizzardi: il primo in occasione del cinquantennale dalla sua morte, il secondo a un anno dal trentennale.

In mostra le opere di Ligabue sono circa 170, mentre 37 quelle di Ghizzardi. Oltre a loro due sono presenti altre sezioni molto diverse, l’installazione sui santi di Inzerillo, l’esposizione delle 90 fotografie che ritraggono gli ospiti dei vecchi manicomi d’Italia, la sala degli Oggetti Abbandonati, anch’essa casa di memorie e reperti storici provenienti dai manicomi.

Antonio Ligabue incarna perfettamente l’intento della mostra. L’artista divenne famoso negli anni ’50 per la sterminata produzione di opere dallo stile inconfondibile: la sua pittura è fatta di colori accesissimi, e soggetti, perlopiù animali, in situazioni di dinamismo. Ligabue accarezza l’espressionismo da vicino con i visi e le espressioni allucinate dei soggetti rappresentati su tela, che sono un specchio del malessere antico dell’artista.

Il pittore, nonostante il successo e la fama che ottenne quand’era ancora in vita, non riuscì mai a districarsi dalla matassa di disagio esistenziale che attanagliò la sua intera vita, a partire da un’infanzia difficile che lo portò più volte a comportamenti violenti e aggressivi, e frequenti ricoveri in manicomi e case di cura.

Ghizzardi, il pittore di Boretto, è celebre invece per una pittura spiccatamente naif fondata su ritratti di figure umane senza pretesa di realismo, deformate in espressioni innaturali.

Il Museo della Follia fa parte di una serie di iniziative curate da Sgarbi ed incentrate sui due artisti di tradizione emiliana-lombarda, cui fanno parte anche l’esposizione nel labirinto di Fontanellato (Parma), e le opere esposte all’Expo nel padiglione di Eataly.

La mostra di Mantova ha sede nel significativo Palazzo della Ragione, a rimarcare quel binomio di genio e follia che caratterizza l’esposizione, e un po’ tutta l’arte nel corso del tempo.

 

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