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Gli Universi Interiori di Debora Germanò

Debora Germanò è un’artista di origini calabresi, ma cresciuta nel nord Italia (a Varese) artisticamente e personalmente. Nata nel 1973, si è sviluppata come artista da autodidatta, mossa da una sincera passione per la figurazione, dal disegno all’esperienza pittorica, fin da tenera età.

Per molti anni Debora Germanò ha focalizzato la sua attività sull’emulazione dei grandi classici, omaggiando i capolavori del passato con una ricerca personale incentrata sulle piccole sottigliezze della produzione di artisti che hanno fatto la storia.

I suoi strumenti prediletti sono sempre stati olio e acrilico, accompagnati spesso da un utilizzo di materiali originale ai fini dell’espressività figurativa; ma a partire dal 2006, la sua attività si è evoluta, abbandonando gli omaggi ai classici per diventare un’arte più personale e originale.

È cresciuto così lo stile individuale della Germanò, basato su una rappresentazione rarefatta della figura femminile. Nella sua proposta pittorica si trovano infatti perlopiù donne, stilizzate in modo leggero in modo da non perdere i connotati umani ma allo stesso tempo non rinunciando a una comunicazione più sottile, dove i corpi sono prima stati d’animo che carne.

Proprio questo è il nocciolo della mostra che partirà il 1 Settembre al Caffè della Frera di Tradate, in provincia di Varese, e che fino al 30 Settembre esporrà le opere di Debora Germanò.

In Universi Interiori un universo femminile al centro dell’opera, che risulta decontestualizzato da paesaggi, sfondi, inquadramenti diversi da quello umano. Le donne dell’artista sono spesso celate in viso, prorompenti nella loro sensualità. Una sensualità che non ha nulla di “maschiocentrico”, non esiste in funzione dell’uomo, ma è sensualità rarefatta, sinuosa, delicata, e totalmente isolata dal contesto esterno.

Debora Germanò è riuscita in questo modo a creare una dimensione femminile parallela, in cui la donna su tela non è altro che un’idea, una sensazione, in grado di trasmettere sensazioni

Questo rende la mostra nel varesotto un piccolo gioiello da tenere sott’occhio.

 

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