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Edward Hopper arriva a Bologna

Edward Hopper arriva a Bologna con una mostra personale che sarà fruibile dal 25 marzo al 24 luglio negli spazi espositivi del Palazzo Fava.

Bologna in mostra Edward Hopper

Edward Hopper arriva a Bologna con una mostra che sarà fruibile dal 25 marzo al 24 luglio al Palazzo Fava; un’occasione unica per ammirare oltre 60 capolavori del Maestro americano del XX secolo. Ricordo ancora quando ho incrociato Edward Hopper per la prima volta: ero al liceo e mi capitò sotto gli occhi Nighthawks, il famoso quadro che ritrae un uomo e una donna che, a tarda notte, chiacchierano dentro un bar. Osservando l’opera ho subito nitidamente sentito il freddo umido in strada e il ghiaccio rumoreggiare nel bicchiere vuoto dell’uomo ritratto di spalle all’interno della tavola calda. Un’altra cosa che ho pensato è che l’opera fosse parte di uno storyboard perché lascia intuire il seguito: i due nottambuli si alzeranno dal bancone, lui aprirà la porta e lei, infreddolita, lo guarderà sorridente poi svaniranno fuori dal quadro mentre l’uomo di spalle, sempre nella stessa posizione, chiederà un altro bicchiere.

Edward Hopper e la volubilità delle cose

La bellezza dell’intera opera di Edward Hopper è il senso narrativo che va al di là del dipinto in cui persone e oggetti sono messi in pausa. Il suo pennello non esprime giudizi, racconta piuttosto momenti di vita, cose, paesaggi luminosi mossi dal vento e baciati dal sole. Edward Hopper spia la solitudine del mondo e delle persone. Penso alla stazione di servizio: da un momento all’altro arriverà una macchina, nel frattempo il silenzio, immobile, eterno. La gestualità del quotidiano, come le scene casalinghe e solitarie, sono le situazioni predilette da Edward Hopper; i suoi racconti, come un fermo immagine, congelano un istante eludendone l’intrinseca volubilità.

La mostra

Dopo Roma e Milano Edward Hopper arriverà a Bologna, al Palazzo Fava, per una personale che ricopre antologicamente tutta la sua carriera dai primi del 1900 sino agli anni ‘60. In esposizione circa 60 capolavori che arriveranno dalla collezione del Whitney Museum of American Art di New York. La mostra è articolata in sei sezioni suddivise per temi e cronologia e racchiude tutte le tematiche care all’Artista che ha ampiamente raccontato gli stereotipi del mito americano poi passati alla storia attraverso il mondo della pubblicità e del cinema.

Tra le tele esposte ci sarà sicuramente New York Interior del 1921 in cui è ritratta un donna di spalle che cuce: il semplice gesto del rammendare un abito diventa in quest’opera qualcosa di unico, mistico, quasi religioso. Tra le altre tele esposte ci sarà anche South Carolina Morning del 1955 in cui una donna, con le braccia incrociate in un sinuoso abito rosso, attende nell’uscio di una casa.

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