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A Roma gli Arabesque di Henri Matisse

Torna in Italia uno dei più importanti e amati artisti del ‘900, più celebre come pittore ma anche scultore e incisore.

Nato in Francia nel 1869, Henri Matisse divenne pittore quasi per caso, lui che in giovinezza era cresciuto con le sementi di famiglia e pareva destinato a una carriera nel mondo della legge.

Ma la sua vera vita cominciò intorno ai 20 anni, quando in seguito a un’appendicite scoprì il suo paradiso fatto di tele e colori. La pittura di Matisse attraversò varie fasi espressive, cominciando con nature morte ed evolvendosi verso la pura ricerca dell’espressività delle immagini e delle emozioni tramite il colore.

Nel suo prodotto artistico convergono le diverse influenze che caratterizzano la sua esperienza di vita: dallo stile fiammingo si discostò passo passo a partire dalla sua frequentazione con i colleghi John Peter Russell e Gustave Moreau, che lo portarono a un primo contatto con i grandi artisti del post-impressionismo, tra cui Van Gogh e Cézanne su tutti.

Ma la fase cruciale dell’evoluzione stilistica di Matisse fu quella del Fauvisme, corrente artistica di cui fu l’esponente più importante, davanti a grandi nomi come André Derain, De Vlaminck, Dufy, e Braque.

I Fauves, le bestie, furono artisti il cui elemento fondante fu l’utilizzo aggressivo e selvaggio del colore, caratteristica che diede il nome al movimento. Nel Fauvisme Matisse raggiunse l’apice della sua proposta pittorica, basata sull’abbandono della figurazione schietta in favore di una rappresentazione stilizzata del mondo volta al mettere in risalto i contenuti emozionali di ogni dimensione umana.

Henri Matisse usava i colori, specialmente il blu, il giallo e il rosso, in modo eccessivo e innaturale per trasmettere stati d’animo senza però mai sfociare nell’astrattismo troppo spinto.

In età avanzata dipinse anche la superba cappella di Vence: ormai confinato in una sedie a rotelle e con la mano con cui dipingeva sempre più incerta, non smise di sfornare capolavori fino agli ultimi momenti della sua vita.

Arabesque, la mostra che ha preso forma alle Scuderie del Quirinale di Roma a partire dal 5 Marzo (il primo visitatore è stato il presidente Mattarella), è una collection di oltre 100 dipinti dell’artista francese, all’insegna della forte influenza orientale che orientò lunghi periodi della sua carriera.

Gli arabeschi sono per Matisse il collegamento tra la rappresentazione emozionale visiva sulla tela e la rappresentazione emozionale uditiva della musica, perché proprio come disse lui stesso “la preziosità o gli arabeschi non sovraccaricano mai i miei disegni, perché quei preziosismi e quegli arabeschi fanno parte della mia orchestrazione del quadro.”

Fino al 21 Giugno, la mostra sarà un’occasione imperdibile per tutti gli amanti di Henri Matisse e del Fauvisme.

 

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6 Comments on A Roma gli Arabesque di Henri Matisse

  1. Sandra Melopiari // March 24, 2015 at 2:17 pm // Reply

    Il mio preferito in assoluto!

    • Martina Saiu // March 24, 2015 at 2:22 pm // Reply

      L’intramontabile Matisse non smette mai di infrangere cuori, il suo genio conquista anche i giovanissimi!

  2. Giorgia F. // March 27, 2015 at 9:25 am // Reply

    A parte i colori a me Matisse non piace tanto. Andrò giusto perchè il mio ragazzo studia Arte ed è fissato a tal punto da sceglierlo come argomento per la tesi.

    • Martina Saiu // March 27, 2015 at 9:45 am // Reply

      Far compagnia a lui è già un ottimo motivo per andare a vedere Matisse, in ogni caso potrai sempre dire di averlo giudicato avendo visto le sue opere dal vivo! Grazie per il commento
      Martina

  3. Marta Lampis // March 30, 2015 at 8:40 am // Reply

    Sto preparando il percorso per il diploma e voglio inserirlo. mi piace molto, vorrei iscrivermi in Storia dell’Arte ma gli sbocchi sono pochi per il lavoro. Forse andrò in architettura, però Matisse è il migliore!

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